martedì 29 marzo 2011

L'educazione dei figli, "una scelta condivisa"

Come creare un progetto educativo

Domenica 13 Marzo ho partecipato a Catania ad un convegno sulla famiglia, relatrice la psicologa Chiara D'Alessio docente dell'Università di Salerno, la quale ha perfettamente illustrato l'evoluzione del nucleo familiare da una impostazione di tipo patriarcale a quella attuale dove si confondono i ruoli tra padre e madre, che genera insicurezza nei figli.

L'utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione, soprattutto, sta modificando le relazioni sia all'interno della famiglia che all'esterno.

Oggi ci mascheriamo dietro un monitor senza mostrare il volto, così abbiamo abbattuto le barriere della comunicazione corporea, che contribuisce a trasferire le nostre emozioni ed il nostro stato d'animo. I programmi televisivi, spesso inducono ad una competizione aggressiva ed alla violenza, mentre la pubblicità è studiata per fare passare dei messaggi che ci inducono all'acquisto di prodotti senza che ne prendiamo coscienza.

Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo, e non sempre è chiara la differenza tra prendersi cura ed educare. 

I figli hanno bisogno dei loro genitori, purtroppo spesso assenti e sostituiti dalle baby sitter, o dai nonni nel migliore dei casi.

Questa situazione fa si che l'educazione passi da più soggetti, rischiando che ognuno faccia di testa sua, disorientando i bambini che ricevono regole diverse.

Alla base ci vuole un progetto educativo prima di tutto condiviso tra i coniugi, e poi impartito alle persone che staranno con i nostri figli, che tenga conto dell'età del bambino e del suo temperamento.

Io e mia moglie partecipiamo da diversi anni a corsi di formazione familiare, che ci hanno fatto prendere coscienza della necessità di realizzare un progetto educativo condiviso, che dia delle regole chiare, obiettivi raggiungibili e tanto AMORE.

Sulla base dei consigli ricevuti, nella nostra vita ordinaria abbiamo sperimentato i seguenti comportamenti:

1) Fare delle attività insieme (apparecchiare la tavola, fare la spesa ma anche studiare e lavorare nella stessa stanza);
2) stabilire un tempo per giocare con i nostri figli, anche se siamo troppo impegnati con il lavoro (1 o 2 pomeriggi la settimana);
3) conversare durante i pasti senza distrarsi accendendo la televisione o parlando al telefono;
4) organizzare gite per tutta la famiglia e con altre famiglie;
5) coltivare le amicizie fra compagni di scuola e di vicinato facendoli frequentare in casa con la nostra assistenza;
6) mettere un limite all'utilizzo dei giochi/apparecchi elettronici, telefono ed alla visione della TV che non deve superare le 2 ore giornaliere;
7) fare dei giochi costruttivi che li faccia interagire con l'ambiente esterno e che sviluppino la creatività e l'immaginazione;
8) sperimentare il contatto con la natura attraverso il gioco;
9) insegnare un comportamento virtuoso che sviluppi il senso di giustizia, onestà, generosità e amore per gli altri;
10) dare l'esempio con il nostro comportamento.

La partecipazione a Family Party rientra nel nostro progetto di accrescere i valori della famiglia nella società.

Oltre all'organizzazione di feste per famiglie e di incontri a tema, tra i programmi che intendiamo portare avanti c'è la realizzazione di un laboratorio, in cui sviluppare tramite il gioco, le attività motorie percettive e sensoriali del bambino.

Io, da genitore, sto scoprendo che educando le mie figlie, sto rieducando me stesso. E Tu?

4 commenti:

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    Si tratta di “Genitori Efficaci” e “Il segreto dei bambini felici”, entrambi basati sul puro buon senso e che non fanno discorso complicati o astrusi, e che non richiedono nessun tipo di preparazione specifica, solo un po’ di buona volontà nel mettere in pratica anzitutto su noi genitori stessi quanto suggerito…

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