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lunedì 12 marzo 2012

FAMILY AND MEDIA

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Il rapporto tra i mezzi di comunicazione e la famiglia è complesso, ma nello stesso tempo propone sfide appassionanti: una di esse è il modo in cui i valori della famiglia sono rappresentati a livello pubblico; un’altra è la risonanza formativa o diseducativa dei contenuti e delle abitudini sul piano dei rapporti che generano negli utenti.

Per studiare questi aspetti, fare proposte educative e cercare soluzioni ai problemi, è stato costituito un gruppo di ricerca su iniziativa di alcuni docenti della Pontificia Università della Santa Croce, una iniziativa apostolica dell’Opus Dei a Roma.

mercoledì 2 novembre 2011

La comunicazione con i figli

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Nel mio lavoro sono portato a parlare con le persone con diplomazia, mostrandomi sempre allegro e positivo, per instaurare un rapporto sereno ed armonioso. Questo spesso mi costa sacrificio, in quanto incontro persone che sono molto diverse da me, che vogliono avere sempre ragione, e la pazienza è la virtù che devo acquistare di più.

Per comunicare con i clienti, con i colleghi, con i fornitori e con tutte le persone che incontro, devo costantemente attenzionare i gesti, le parole, le espressioni del volto, il tono della voce, per riuscire ad esprimere il mio pensiero e la finalità della mia comunicazione.

Quando sono a casa mi rendo conto che cambio atteggiamento, sopratutto nei confronti delle mie figlie; sono spesso diretto, alzo la voce, e metto in evidenza i loro difetti.

giovedì 8 settembre 2011

Educare alla libertà 3^ parte

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Il valore educativo della fiducia

L’espressione “educare nella libertà” permette di insistere sulla necessità che la formazione avvenga in un clima di fiducia. È evidente che le aspettative degli altri in relazione al nostro comportamento funzionano come motivi morali delle nostre azioni.

Quando siamo oggetto di fiducia ci sentiamo incoraggiati ad agire; è paralizzante, invece, accorgersi che non godiamo della fiducia degli altri. Questo appare evidente nel caso delle persone più giovani o degli adolescenti, che sono nella fase di dover modellare il carattere e danno molto valore al giudizio altrui.

Avere fiducia significa avere fede, dare credito a qualcuno, considerarlo capace di verità: di manifestarla o di conservarla, a seconda dei casi, ma anche di viverla. La fiducia che si concede all’altro suole provocare un duplice effetto: un sentimento di gratitudine, perché si è coscienti di poter trarre beneficio da un dono; inoltre, la fiducia favorisce il senso di responsabilità.

mercoledì 6 luglio 2011

Educare alla libertà 2^ parte

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Il lavoro di formazione consiste sempre nel fare in modo che le persone amino; in sostanza, nel fornire gli strumenti intellettuali e morali affinché ognuno sia capace di fare il bene per convincimento personale.

Rispettare la persona e la sua libertà non significa dare per valido tutto ciò che una persona pensa o fa.

Ritengo che i genitori debbano dialogare con i figli circa ciò che è buono e ciò che è meglio, e in alcuni casi, inevitabilmente, dovranno avere il coraggio di correggere con la dovuta energia.

Una condotta corretta suole essere il risultato di molte correzioni, che saranno più efficaci se vengono impartite con senso positivo, mettendo in rilievo soprattutto quanto, in futuro, è migliorabile.

giovedì 16 giugno 2011

Educare alla libertà 1^ parte

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Avendo tre figlie di 12, 8 e 6 anni, diventa sempre più difficile il mio ruolo di padre-educatore, perché corro spesso il rischio di riversare su loro le mie idee, senza attentamente valutare le loro posizioni. Con il passare del tempo, mi sono accorto che Amare i figli significa amare la loro libertà.

Mi piace paragonare la crescita delle mie figlie allo sviluppo di una piantina, curata dal giardiniere. La pianta non cresce perché il giardiniere si impegna ad allungarla, ma perché assimila tutto ciò che la alimenta.

Questo presuppone inevitabilmente correre un rischio, quello causato proprio dalla libertà dei figli.

mercoledì 1 giugno 2011

Educare all'amicizia 2^ parte

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Abbiamo scritto che Giocare è Insegnare, e che il gioco in sé contribuisce a migliorare l'intimità tra noi e i nostri bambini, e perciò a generare un clima di fiducia.

Per far crescere in piena armonia i nostri bimbi, pensiamo un poco a noi stessi, alla nostra personalità; il modo d’essere di un papà e di una mamma, nella loro diversità, tempra il carattere e l’identità del bambino o della bambina.

mercoledì 18 maggio 2011

Educare all'amicizia 1^ parte

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Io sono amico di mio figlio! Quante volte avete sentito questa frase, e quello che pensiamo noi genitori è veramente la realtà? La cosa più importante dell’educazione non consiste nel trasmettere alcune conoscenze o abilità: è piuttosto aiutare l’altro a crescere come persona, a dispiegare le proprie potenzialità.

Specialmente nelle prime fasi della crescita, l’educazione ha una grande carica affettiva: la volontà e l’intelligenza non si sviluppano al di fuori dei sentimenti e delle emozioni.

Ma com’è possibile ottenere ordine e misura negli affetti del bambino, e in seguito in quelli dell’adolescente e del giovane? Di massima importanza è Generare fiducia.

martedì 29 marzo 2011

L'educazione dei figli, "una scelta condivisa"

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Come creare un progetto educativo

Domenica 13 Marzo ho partecipato a Catania ad un convegno sulla famiglia, relatrice la psicologa Chiara D'Alessio docente dell'Università di Salerno, la quale ha perfettamente illustrato l'evoluzione del nucleo familiare da una impostazione di tipo patriarcale a quella attuale dove si confondono i ruoli tra padre e madre, che genera insicurezza nei figli.

L'utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione, soprattutto, sta modificando le relazioni sia all'interno della famiglia che all'esterno.

giovedì 28 ottobre 2010

L'intelligenza emotiva

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Come imparare ad educare le emozioni ...

Sabato 25 Settembre si è svolto un seminario di studi, organizzato dall'associazione Oeffe dal titolo l'intelligenza emotiva, in cui la Prof.ssa Graziella Baracchini Muratorio - Neuropsichiatra infantile di Pisa, ha spiegato come le nostre emozioni possono essere educate.

Non avevo mai riflettuto su questo argomento, ritenendo che la sfera emozionale rientrasse in quella caratteriale, e che quindi l'essere timidi piuttosto che espansivi fosse un dono di natura. Ma non è così, si può diventare introversi a seguito di una educazione rigida o viceversa, ma se si fa attenzione a come reagiamo davanti agli stimoli, capiamo che possiamo educare le nostre emozioni.

Aristotele definiva l'intelligenza emotiva «quella rara capacità di colui che si arrabbia per ciò che deve e con chi deve, come, quando e per quanto tempo deve». Se riuscissimo realmente a governare questa capacità ci sarebbero molto meno litigi!!!

lunedì 3 maggio 2010

Risorse internet consigliate ...

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